I Ghiacciai del Monte Rosa

Premetto, non sono un climatologo, se proprio dobbiamo darci un'etichetta, preferirei quella di disegnatore o illustratore.

 

Nel 2015 mi sono trasferito in Val d'Ayas insieme alla mia compagna. Entrambi torinesi, entrambi appassionati di natura e montagna.

 

Ho sempre disegnato il mondo in cui ho vissuto, e così, ho iniziato in montagna a disegnare montagna.

 

Mi incuriosiva la storia delle migrazioni Walser, così ho approfondito ed è nata la curiosità di ricostruire i ghiacciai del Monte Rosa nel corso degli ultimi 1000 anni, un lasso di tempo comprensibile, per non perdermi in passati troppo lontani e intangibili.

 

Tra il 1000 e il 1100 d.c. le condizioni climatiche favorevoli dell’Optimum  climatico del basso 

medioevo consentono la migrazione del popolo  Walser nelle valli a sud del massiccio del 

monte rosa attraverso il colle del teodulo. questo colle, con i suoi 3317 mslm rap-

presenta l’unico passaggio nella gigantesca muraglia delle alpi pennine (quota media di 4000 

mslm). Studi climatologii, dendrologici, palinologici e glaciologici dimostrano che in 

quell’epoca il teodulo, dove oggi si scia anche d’estate sul ghiacciaio, era libero dai ghiacci 

permettendo il passaggio. 

 

La filologia ci aiuta a comprendere un altro tassello del quadro. Il dialetto parlato oggi a gressoney deriva dal germanico precedente alle trasformazioni delle lingue germaniche avvenute a partire dal XII sec. questo conferma che la migrazione dei walser sul versante sud delle alpi sia avvenuto nell’Optimum climatico del basso medio-evo, ovvero tra il 1000 e il 1100, periodo in cui i ghiacciai del monte rosa erano ritirati ben oltre i 3700 mslm.

 

Quasi improvvisamente, nella seconda metà del 1500, il clima si fece freddo e umido e qualche 

decennio più tardi i ghiacciai presero ad espandersi come mai era avvenuto in epoca storica: 

iniziava il “Pessimum della Piccola età glaciale”, il più crudo degli ultimi due millenni. 

 

Oggi la natura ci sta di nuovo raccontando qualcosa, il clima dall'inizio dell'800 si sta riscaldando, dobbiamo ascoltarlo e saper adattarci in modo responsabile.

 

Così, ho concluso per ora il primo obiettivo del progetto con la ricostruzione dei ghiacciai del Monte Rosa (versante valdostano) in tre momenti distinti: estate del 2018, estate del 1798 ed estate 1018. 

 

Si tratta di lavori fatti con inchiostro su carta su fogli 33x48 cm. I vari fogli sono poi stati montati in grafica digitale per comporre il panorama unico. 

Il punto di vista è nell'aria ad una quota di 4760mslm in corrispondenza della cima del Testa Grigia.

 

Il primo obiettivo è raggiunto, adesso sto lavorando sulla ricostruzione dei mutamenti degli altri principali massicci valdostani e alpini in modo da raggiungere una mappatura completa dell'arco aplino del cambiamento climatico degli ultimi 1000 anni.

 

 

Alcune immagini del lavoro



I ghiacciai del versante valdostano del Monte Rosa nei tre momenti dell'ultimo millennio: 1018, 1798 e 2018.

Monte Rosa estate 1018
Monte Rosa estate 1018
Monte Rosa estate 1798
Monte Rosa estate 1798
Monte Rosa estate 2018
Monte Rosa estate 2018

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